Torcello
 
L'isola di Torcello è delimitata a sud-ovest dal canale di Burano, a nord e a est confina con le formazioni paludose della Rosa e della Centrega.
 
L'isola, fondata tra il V e il VI secolo, è uno degli insediamenti più antichi della laguna ed in principio fu anche uno dei più prosperi, per poi venir progressivamente adombrato dalla crescita della città di Venezia. La comunità comunque fino al XIV secolo rimase il principale centro di lavorazione della lana nella laguna e la sua popolazione fino al XV secolo contava all'incirca ventimila unità. A partire però dal XV secolo a causa del progressivo impaludamento della zona la città fu soggetta al pericolo della malaria e cominciò a spopolarsi, perdendo assieme ai suoi abitanti anche le sue ricchezze ed i suoi marmi, tanto che nel 1429 il doge Francesco Foscari dovette ordinare al podestà dell'isola di far cessare queste razzie.
 
Oggi della ricchezza di questo centro non rimane che il ricordo, non vi sono più sontuosi palazzi ne botteghe e a ricordarci della sua antica importanza rimangono solo i suoi monumenti, in particolare la basilica di Santa Maria Assunta, costruita nel 639 ma ristrutturata nella sua forma attuale intorno all'anno mille, con il suo maestoso mosaico in stile bizantino raffigurante il giudizio universale, ma ancora il palazzo del podestà e la chiesa con porticato di Santa Fosca, risalente al XII secolo.
 
Prospiciente alla basilica vi è inoltre il cosiddetto trono di Attila dove secondo la leggenda sedette il conquistatore Unno per assistere all'invasione della laguna.
Un'altra attrazione dell'isola è certamente il Ponte del Diavolo, al centro di numerose leggende, il quale conserva la caratteristica forma originaria priva di spallette come in origine erano tutti i ponti veneziani.
 
Torcello è oggi un'isola pressochè disabitata ma rimane una delle mete preferite dal turisti che visitano la laguna.